Da sempre consapevoli di quanto la cultura dell’abitare incida sull’identità soggettiva e personale, tanto da divenire uno dei capisaldi della nostra filosofia educativa, ci è parso particolarmente interessante il processo che sottende la creazione di una opera ambientale: gli artisti che la creano ascoltano i luoghi, si mettono in relazione con lo spazio, la luce, i silenzi e i rumori, i soggetti che lo abitano o soltanto lo percorrono; entrano in sintonia, interpretano e immaginano.

Questa empatia che prelude ad una relazione intensa con il luogo, ad una lettura colta e ad un’interpretazione personale, spesso inedita e divergente, ci sollecita a proporre ai bambini un processo analogo per meglio comprenderne l’approccio di conoscenza nei confronti della realtà spaziale e ricavare da questa ricerca squarci di esperienza e di conoscenza sui processi creativi dei bambini.

I bambini hanno esplorato il Centro Internazionale Loris Malaguzzi mentre il cantiere era ancora parzialmente aperto, hanno scelto uno spazio per loro interessante ed hanno progettato un’opera, un regalo pensato per essere in sintonia ed in dialogo con il luogo scelto, per rispettarne l’identità e contemporaneamente modificarla.

NOTES FOR A CHOREOGRAPHY

La corsa è, tra i tanti, il movimento più utilizzato dai bambini nell’esplorazione dello spazio, una modalità di esplorazione in forte sintonia percettiva ed empatica con le caratteristiche di un luogo.

Le parole dei bambini ci restituiscono tutta la potenza, il senso di libertà, l’emozione della corsa, ma anche la competenza e la capacità di interpretare le evocazioni percettive e immaginative per approdare a una scrittura di sequenze, di forme e di movimenti coordinati e progettati per una composizione coreografica.

E SE LE COLONNE…

Le colonne bianche sono belle ma troppo uguali, bisogna fare capire che ognuna è una colonna.
(Pietro)

Children love communities where subjective qualities are recognised and visible. Two groups of children aged 4-6 were authors of projects whose common genesis, in an architectural space featuring several columns, was recognition of each column’s right to its own specific nature. Different forms and materials were used in the 4-year-old group and the idea of garments with which the columns can take on different appearances, thereby varying the architectural space’s general appearance, in the older group.

THE STAIRWAY VOICE

Le sonorità prodotte da passi ritmati, salti ripetuti, corse e voci su una scala di metallo rimangono tra i ricordi più vividi nel gruppo dei bambini dopo la visita al Centro Internazionale Loris Malaguzzi.

Attraverso riascolti, narrazioni sonore, discussioni e interpretazioni grafiche i bambini elaborano le sonorità percepite e sviluppano via via competenze nel distinguere suono da suono e nel creare variazioni, arrivando a ideare e "suonare" direttamente brevi composizioni dedicate e, infine, donate alla scala stessa.

SOTRIE D’OMBRA

In questo progetto l'ombra di una finestra viene individuata dai bambini come elemento che dà identità al luogo, un confine ma anche una relazione tra interno e esterno.

Lo spostamento dell'ombra, inizialmente inatteso, è stato indagato e rielaborato come storia di una vita che è attesa, nasce, cresce, raggiunge la massima pienezza, declina e si spegne.

Le teorie scientifiche dei bambini, accogliendo anche le dimensioni estetiche, narrative e relazionali, restituiscono al luogo stesso un’identità più profonda, poetica e vitale.